sms da internet

Archivio della categoria ‘Recensioni’

Winga nuova piattaforma di Poker Online.. sarà anche Mobile?

winga poker

Ultimamente anch’io mi sto pian piano appassionando alla Texas Hold’em e ogni tanto gioco al poker online, mi hanno persino regalato una valigetta con fiches e carte (esagerati!).  Ogni tanto in questo blog segnaliamo giochi per cellulari del tipo carte/casinò (vedi categoria corrispondente), ma ora mi hanno invitato a provare questa nuova piattaforma per il poker, Winga Poker così ti faccio un report delle mie impressioni.

Innanzitutto tieni presente che la società che c’è dietro questa nuova piattaforma per il poker (la Buongiorno Spa) è molto addentro al mercato della telefonia mobile perciò probabilmente presto questo stesso poker online sarà disponibile anche per cellulari / IPhone, ecc.

Al momento dal sito winga.it è possibile scaricare un software per Mac o Windows per accedere alla piattaforma e giocare. Oltre al poker, per cui tutti ultimamente sembrano impazziti, si può giocare a Winga Bingo e presto ci saranno anche altri giochi online e le lotterie tipo WinFor Life e Gratta e Vinci.

In queste cose innanzitutto personalmente guardo alla affidabilità della piattaforma: Buongiorno Spa l’anno scorso ha ottenuto la licenza dai Monopoli di Stato per gli skill games come il poker, e il software che utilizza per il poker è lo stesso (certificato) di bwin (Ongame Network) quindi diciamo che ha “le carte in regola” (ok perdona il pessimo gioco di parole)

valigetta pokerCos’ha di particolare la piattaforma Winga? oltre ad avere interessanti promozioni in questo periodo (bonus del 50% sul primo versamento, fino ad un max di 30€ fino al 15 Gennaio) c’è un sistema di punti chiamato Winga Vip System, in cui si entra già dal primo deposito. Per ogni 0,01€ di rake che si spendono per l’acquisto di diritti di partecipazione sul poker si accumula 1 Winga Poker Point.

Ci sono vari livelli di punti e ad ogni livello è possibile accedere ad una lista di premi che è possibile ritirare in cambio dei punti. Insomma carina questa cosa per chi come me metà delle partite le perde. Almeno accumulo punti e mi porto a casa qualche premio. Chiaro che i premi migliori valgono un sacco di punti, cioè significa tante ma proprio tante ore di gioco al poker. Comunque resta un incentivo furbo. Ad esempio uno zaino vale 62500 winga points, una navigatore Garmin 610000 punti, oppure ci sono dei buoni da spendere in negozi, dei cofanetti regalo , ecc. ognuno con il suo punteggio.

Un’altra particolarità che ho trovato “amichevole” è l’accredito immediato del bonus d’ingresso: prima ho citato la promozione del 15 Gennaio: beh c’è scritto sul sito winga che l’accredito è immediatamente spendibile. Quando mi sono iscritto al poker snai pare che ci fosse una promozione (non sto molto dietro a queste cose) ma non ho mai ricevuto un centesimo di incentivo, forse perchè non ho giocato con continuità non ho capito come usare la promozione non lo so ma insomma un po’ male ci sono rimasto.

tavolo poker

Detto ciò, ho testato un po’ la piattaforma (no, non ringraziatemi) e vi riporto le mie osservazioni, sotto forma di pro e contro:

PRO:

- Grafica accattivante. Yeah
- Pannello per la scelta dei tornei facile, non crea confusione. W l’usabilità
- Indicazione del punto complessivo che si ha in mano (es scala, doppia coppia..). For Dummies

CONTRO:

- Carini gli effetti sonori sì, sarò scemo io ma come si toglie l’audio? Don’t sounds good
- Voglio poter sempre vedere (anche dopo che ho foldato) le carte che avevo. Ma questa info resta scomodamente confinata al pannello laterale a scorrimento e via via scompare. Scomodo!

Insomma buon poker a tutti e fatemi sapere che ne pensate!

Ah dimenticavo, importantissssimo!

I primi 3 di voi che lasceranno un commento a questo articolo riceveranno un bonus di 5 euro per il Winga Poker ! Mi raccomando inserite i commenti con una email valida, che sarà usata per registrarvi al winga poker. Vi ricordo che per partecipare bisogna essere maggiorenni !!!

… e giocate con moderazione!
Articolo sponsorizzato

Condividi su Wikio

Custodia in similpelle Celly per iPhone – Recensione iPhoneItalia

Oggi vi parliamo della custodia in similpelle della Celly per tutti i modelli di iPhone, dal 2G al nuovo iPhone 4.

Questa custodia è realizzata con materiali tecnologici in similpelle che danno una sensazione di ottima qualità al tatto. All’estero abbiamo diverse striature e un bordo colorato (in questo caso verde) con il logo Celly scritto ricalcando il bordo stesso.

All’interno abbiamo invece un morbido materiale che protegge l’iPhone da urti e piccole cadute. L’inserimento del dispositivo è veloce e non si hanno difficoltà nemmeno quando dobbiamo toglierlo dalla custodia, come invece capita con molte custodie simili.

All’interno si trova anche un piccolo laccetto in tessuto a cui possiamo collegare un laccio più grande per portare la custodia al polso o, magari, al collo.

Personalmente reputo la custodia nera molto sobria e ben abbinata al nuovo iPhone 4. Oltre a questo colore, il catalogo ne presenta di altri più sbarazzini:

Si tratta quindi di un buon prodotto che può essere acquistato al prezzo di 14,90€ su Celly.com.

VOTI

Qualità (materiali e finiture): 7
Packaging: 5.5
Look and feel: 7
Funzionalità: 7
Prezzo: 7,5



“Solomon’s Boneyard”: Recensione del prequel del mitico “Solomon’s Keep”

è da poco presente su AppStore “Solomon’s Boneyard” il prequel dell’amatissimo “Solomon’s Keep”

L’uscita del primo “Solomon’s Keep” su AppStore fu una grande sorpresa (qui trovate la nostra recensione completa): si tratta infatti  di uno dei migliori esempi di dual stick shooter mai apparsi su iPhone, impreziosito da un sistema di crescita del personaggio e acquisizione skill molto efficace, in grado di rendere ogni partita diversa dall’altra. Come se non bastasse, “Solomon’s Keep” a differenza di altri giochi, è sempre stato aggiornato e migliorato con encomiabile frequenza dai programmatori. Fatte queste doverose premesse parliamo di questo secondo capitolo della serie, che cronologicamente rispetto al primo “Solomon’s Keep”, si rivela esser un prequel.

Rassicuriamo subito i numerosi fan del primo “Solomon’s Keep” dicendo che questo “Solomon’s Boneyard” non delude le aspettative. Sintetizzando: un gioco estremamente coinvolgente, divertente e con un immenso fattore “rigiocabilità”.

Partiamo come di consueto dal comparto grafico: sotto questo punto di vista “Solomon’s Boneyard” è praticamente identico al suo predecessore. Questa ovviamente è una buona notizia essendo stato “Solomon’s Keep” un gioco graficamente molto piacevole. Le ambientazioni e i personaggi vantano un’eccellente definizione, stesso dicasi per il livello di dettaglio. Le animazioni non sono da meno, rivelandosi oltrechè ben realizzate anche molto divertenti in alcune circostanze. Il gioco gestisce un gran numero di personaggi su schermo, addirittura più di quanti ce ne fossero in “Solomon’s Keep” e anche in questi casi il framerate non va in affanno. La differenza grafica principale rispetto al primo capitolo di “Solomon’s Keep”, è rappresentata dal maggior numero di effetti grafici presenti su schermo. In “Solomon’s Boneyard” infatti disporremo di un più vasto (e vario) libro di magie, rese in maniera ancora più spettacolare. La resa grafica generale di “Solomon’s Boneyard” è molto soddisfacente e non ci sono lacune particolari da segnalare.

Il comparto sonoro non delude rivelandosi all’altezza del comparto grafico e del primo “Solomon’s Keep”. La muscia e gli effetti sonori, entrambi egregiamente realizzati, accompagnano l’azione di gioco in maniera efficace e non risultano mai invadenti.

Comparto tecnico quindi promosso a pieni voti, non è cambiato più di tanto dal primo capitolo, ma essendo “Solomon’s Keep” già molto soddisfacente, non c’è motivo per muovere critiche di alcun tipo.

In termini di giocabilità questo “Solomon’s Boneyard” si attesta sugli stessi ottimi livelli di “Solomon’s Keep”. I controlli di gioco sono decisamente immediati e prevedono l’utilizzo del virtual pad (è anche possibile renderlo invisibile per guadagnare preziosi millimetri di schermo, ma non ho trovato questa opzione troppo comoda a dire il vero): avremo in basso a sinistra la croce direzionale, in basso a destra il tasto direzionale di fuoco, a cui avremo attribuito la skill primaria (la direzione in cui scaglieremo i nostri incantesimi è determinata per l’appunto da questo tasto di fuoco direzionale in basso a destra, in maniera del tutto simile ai controlli presenti nei dual stick shooter).

Non ci resta che parlare delle novità di questo “Solomon’s Boneyard”:

- Ben sette personaggi selezionabili;

- Nuove e più numerose skill e incantesimi;

- L’impostazione di gioco è cambiata, prima si eploravano dungeon ora invece ci si ritroverà in un’area aperta, all’interno della quale dovremo affrontare infinite orde di nemici;

- La crescita del personaggio avviene in maniera più o meno simile a “Solomon’s Keep” con l’aggiunta del fattore “persistenza”;

- Anche i soldi guadagnati durante i nostri massacri sono “persistenti”;

- Sono stati aggiunti molti tipi di equipaggiamento, power up durante i livelli e elementi utilizzabili;

- Il mana del nostro personaggio si rigenera più velocemente, per bilanciare l’azione di gioco ora più frenetica;

- Il nostro personaggio inizierà l’avventura con più potenziamenti alle skill rispetto a quanto accadeva in “Solomon’s Keep”;

In termini di longevità “Solomon’s Boneyard” conferma il fattore dipendenza che già caratterizzava il primo “Solomon’s Keep”, colpendo il giocatore con la sindrome “Ancora una partita e basta”. Personalmente preferivo la struttura dei livelli a dungeon, ma è una questione di gusti personali, l’azione di gioco rimane comunque assolutamente irresistibile e coinvolgente. Pur essendo un dual stick survival shooter, “Solomon’s Boneyard” impone uno stile di combattimento ragionato, che premia l’azione pianifcata e attenta piuttosto che il massacro indiscriminato senza un minimo di strategia.

Ogni incantesimo ha caratteristiche diverse per quanto riguarda il raggio di azione, la forma dell’area di effetto e via discorrendo: ciò si traduce nel doversi adattare alla tipologia di personaggio da noi utilizzato e ad affrontare i livelli in maniera diversa a seconda degli incantesimi a nostra disposizione. Non esiste come nella maggior parte dei giochi di questo genere, una strategia o un’arma sempre vincente e consigliata: ogni personaggio dovrà affrontare le orde nemiche in maniera peculiare.

Coloro che hanno amato il primo “Solomon’s Keep” adoreranno questo “Solomon’s Boneyard”, che migliora ogni aspetto del primo capitolo, rivelandosi da subito un prodotto più completo e curato. L’unica ragione che potrebbe determinare un minore gradimento del titolo in questione rispetto al primo capitolo è per l’appunto il preferire i dungeon agli scenari aperti. Ma in ogni caso il gioco conserva tutti i pregi che caratterizzavano il primo “Solomon’s Keep”, aggiungendo molta carne al fuoco.

Tra le novità non gradite c’è la possibilità di acquistare oro tramite l’in-app purchase, ma bisogna dire che non se ne sente assolutamente il bisogno e anzi la cosa rovina la longevità.

Il giudizio globale su questo “Solomon’s Boneyard” è quindi molto positivo, mi sento di sconsigliarlo unicamente a chi odia profondamente il genere. Bisogna inoltre tenere in considerazione la grande professionalità dei programmatori, che nel caso del primo “Solomon’s Keep”, hanno continuato senza sosta a migliorare il gioco con frequentissimi e corposi update.

Mi auguro quindi che continuino a comportarsi in questa maniera anche con questo “Solomon’s Boneyard”. Nel complesso un titolo tanto semplice quanto coinvolgente, che sa divertire senza pretese, intrattenere senza mai risultare frustrante o ripetitivo. Le novità apportate rispetto al primo capitolo sono interessanti e nella maggior parte dei casi estremamente gradite (mi riferisco in primo luogo al numero di personaggi selezionabili, forse l’unica vera pecca riscontrata nel primo “Solomon’s Keep”), contribuendo ad aumentare la piacevolezza di un titolo che già di per se poteva offrire molte ore di divertimento.


Concludendo un titolo molto consigliato sia agli appassionati di questo tipo di giochi che ai giocatori occasionali, “Solomon’s Boneyard” è perfetto sia per partite mordi e fuggi che per lunghe sessioni di massacro indiscriminato. Se volete farvi un’idea sulla tipologia di gioco prima di procedere all’eventuale acquisto, qui trovate il link alla versione Lite del primo capitolo (quindi non di questo “Solomon’s Boneyard” ma di “Solomon’s Keep”). Il prezzo è comunque molto contenuto considerate le numerose ore di divertimento che è in grado di offrire.

Coinvolgente come pochi altri titoli su AppStore.



“Rimelands: Hammer of Thor”: La recensione di iPhoneitalia

è presente da qualche giorno su AppStore “Rimelands: Hammer of Thor”, un RPG focalizzato su combattimenti a turni ed esplorazione di dungeon

“Rimelands: Hammer of Thor” è nelle intenzioni dei programmatori, il primo di una serie di RPG focalizzati principalmente su combattimenti a turni ed esplorazione di dungeon. Il gioco in questione presenta alcuni elementi interessanti e dinamiche di gioco finora poco sfruttate su iPhone, ma è a parer mio ancora acerbo e con qualche bug di troppo.

Partiamo analizzando come di consueto il comparto grafico: sotto questo punto di vista “Rimelands: Hammer of Thor” si difende davvero bene,  presentando una realizzazione generale sicuramente più che buona. Le ambientazioni (come detto in precedenza prevalentemente dungeon) sono ben realizzate, contraddistinte da un buona varietà e un ottimo livello di dettaglio. Si alterneranno scenari cupi (quali segrete, castelli e via discorrendo) e altri decisamente più illuminati (come foreste e lande innevate). I personaggi pur non essendo contraddistinti da un numero di poligoni elevatissimo, sono comunque ben fatti e animati decorosamente. La più che buona visione d’insieme del gioco è impreziosita dagli effetti grafici che abbondano durante i combattimenti. Particolarmente degni di nota gli effetti di fumo, che caratterizzano l’utilizzo di magie elementali del fuoco e detonazioni di trappole.

Il sonoro di “Rimelands: Hammer of Thor” è senza dubbio all’altezza del comparto grafico, le musiche sono infatti nella maggior parte dei casi ben realizzate ed evocative. Gli effetti sonori forse si attestano su un livello qualitativo leggermente inferiore rispetto alle musiche, ma contribuiscono comunque a creare una discreta atmosfera di gioco.

Nel complesso questo “Rimelands: Hammer of Thor” presenta un comparto tecnico più che soddisfacente, senza lacune particolari.

Non penso abbia molto senso parlare della trama del gioco, in primo luogo perchè non brilla certo per originalità e in secondo luogo perchè “Rimelands: Hammer of Thor” è focalizzato pesantemente su altri aspetti di gioco. Come ad esempio i combattimenti. I combattimenti sono, come precedentemente accennato, a turni e piuttosto frequenti. L’efficacia di una qualsiasi azione da noi intrapresa durante un combattimento, verrà determinata dal punteggio ottenuto con un lancio di dadi. I combattimenti sono in linea di massima ben strutturati, offrono un discreto livello di sfida (è necessario saper amministrare in maniera ottimale i propri MP, onde evitare di ritrovarsi a secco a metà combattimento), ma possono risultare un pò ripetitivi. La struttura di gioco rende consigliabile l’affrontare più nemici possibili per far progredire di livello il proprio personaggio, onde evitare poi di ritrovarsi bloccati dai boss. Un piccolo appunto sulla presunta “casualità” del lancio dei dadi: in alcuni casi si ha la netta impressione che il “caso” sia gestito in maniera piuttosto fastidiosa dalla cpu, al fine di rendere impegnativi alcuni combattimenti che di base non lo sarebbero (per esempio contro un nemico particolare, caricando il gioco ben quattro volte, ho sempre ottenuto gli stessi identici bassissimi punteggi).

Oltre alla storia principale potremo portare a termine numerose quest, che nella maggior parte dei casi acquisiremo parlando con gli npc presenti sulla mappa di gioco. I dungeon nei quali ci avventureremo sono piuttosto ben fatti, presentano numerose aree segrete (nelle quali potremo trovare scrigni e forzieri contenenti oro ed equipaggiamento) e presentano un livello di difficoltà e complessità crescente, dosato con coerenza. Il nostro personaggio disporrà di un vastissimo arsenale: armi, armature, oggetti magici e via discorrendo potranno essere acquistati o trovati durante le nostre esplorazioni. I programmatori hanno inserito un numero più che soddisfacente di oggetti, che coprono ogni esigenza, consentendoci di affrontare l’esplorazione dei dungeon con relativa tranquillità (se ben preparati).

La difficoltà di gioco non è eccessiva, nella maggior parte dei casi saremo in grado di sconfiggere i nemici che ci ritroveremo di fronte senza intoppi (boss compresi), sempre che non si siano evitati troppi combattimenti in precedenza. Un aspetto di “Rimelands: Hammer of Thor” decisamente approfondito e ben realizzato è il sistema di crescita del nostro personaggio. Ogni livello acquisito ci permetterà di spendere punti nelle abilità a disposizione: lo skill tree si suddivide principalmente in tre macrosettori (Combattimento ravvicinato, magia e combatttimento a distanza). Per sbloccare le abilità più potenti di ognuno di questi macrosettori, sarà necessario apprendere le skill propedeutiche appartenenti alla stessa categoria di abilità. Questa caratteristica rende consigliabile la creazione di personaggi specializzati piuttosto che ibridi. Le abilità a nostra disposizione sono come precedentemente accennato molto numerose, suddividendosi in attive e passive. Il gameplay cambia notevolmente a seconda della tipologia di personaggio da noi costruito, aggiungendo varietà e rigiocabilità a “Rimelands: Hammer of Thor”.

La longevità di “Rimelands: Hammer of Thor” non è esagerata. Per completare la storia principale saranno necessarie tra le otto e le dieci ore di gioco; quantitativo di ore ovviamente destinato ad aumentare significativamente qualora decidiate (come consigliabile) di portare a termine tutte le quest a disposizione. Va comunque sottolineato il fattore “rigiocabilità” di “Rimelands: Hammer of Thor”: determinato per l’appunto dalla varietà delle skill e dalla possibilità di creare personaggi molto diversi.

“Rimelands: Hammer of Thor” presenta anche alcuni difetti piuttosto fastidiosi: aldilà di alcuni bug minori quali ad esempio collisioni approssimative (che non influenzano più di tanto la giocabilità e quindi tutto sommato trascurabili), capita che il gioco vada in crash, aspetto ovviamente abbastanza irritante. L’esplorazione è contraddistinta da una sensazione di scarsa libertà di movimento; non si tratta di un vero e proprio difetto ma è comunque un aspetto da segnalare.

Concludendo, “Rimelands: Hammer of Thor” è un titolo più che discreto, che presenta sicuramente un numero di pregi ed aspetti positivi superiore a quello dei difetti, ma considerato il prezzo piuttosto elevato avrebbe comunque potuto essere realizzato con più cura. Acquisto consigliato agli appassionati degli RPG con combattimenti a turni, anche se una riduzione di prezzo (o una eventuale versione Lite per provarlo) permetterebbe di effettuare l’acquisto con maggiore tranquillità. Tutti coloro che hanno giocato ed apprezzato il mitico “Heroquest” probabilmente avvertiranno una piacevole famigliarità provando “Rimelands: Hammer of Thor”.Il gioco è in lingua inglese, si sconsiglia pertanto l’acquisto a coloro che non conoscono la lingua in maniera quantomeno discreta.

Discreto con ampi margini di miglioramento per i futuri capitoli.



Muvit Dock Zen: il dock colorato recensito da iPhoneItalia

Il Dock Zen di Muvit è un particolare dock per iPhone 3G/3GS/4 che si colora quando l’accessorio è collegato al computer.

Nella confezione troviamo quindi il dock con cavo USB nero per il collegamento al Pc/Mac. La conformazione del dock consente di inserire collegare qualsiasi modello di iPhone, senza la necessità di usare degli adattatori.

Cosa questa molto comoda se si hanno in casa più iPhone diversi.

La particolarità del Dock Zen sta nei colori: una volta collegato al computer, infatti, la basetta inizierà a colorarsi e a cambiare colore con tanto di sfumature. L’effetto è davvero particolare, soprattutto quandonella stanza le luci sono spente e si intravede solo il dock con l’iPhone collegato.

Tramite interruttore posto in basso l’utente può comunque disattivare questo effetto ed avere una semplice base trasparente per iPhone.

Il funzionamento è del tutto normale: collegando l’iPhone questi inizierà a ricaricarsi e sarà possibile sincronizzarlo tramite iTunes.

Dock Zen è quindi un accessorio consigliato a chi ama l’originalità e vuole dare un tocco di colore alla propria postazione di lavoro/intrattenimento.

Il prezzo è di 39,90€, disponibile su Celly.com



iPhone 4 – A voi la parola – L’articolo creato dagli utenti di iPhoneitalia.com [ULTIME ORE]

Ormai sono passate diverse settimane dall’uscita dell’ultimo telefono targato Apple, l’iPhone 4. Leggendo i vostri commenti e le vostre segnalazioni, è ormai palese che molti di voi ne siano possessori da ormai qualche tempo. Riteniamo sia quindi arrivato il momento che voi possiate dire la vostra riguardo questo nuovo dispositivo che ormai avrete avuto modo di conoscere, apprezzare e criticare.

Noi di iPhoneitalia.com abbiamo deciso, nel caso in cui siate realmente possessori di iPhone 4, di darvi la possibilità di esprimere le vostre considerazioni in merito in un post in cui raccoglieremo le 5 migliori recensioni ricevute via email, in cui dovranno essere espressi pro e contro, qualità e difetti del vostro nuovo melafonino.

Come appena detto, possono partecipare a questa iniziativa solamente coloro che realmente possiedono un iPhone 4 e che quindi possono esprimere un giudizio verosimile, dettato solamente dalla propria esperienza.

Per comprovare il fatto che l’iPhone 4 che andrete a recensire sia realmente in vostro possesso, dovete semplicemente scattare una foto del dispositivo con l’applicazione iPhoneItalia lanciata (AppStore – Gratis), quindi scrivere la recensione ed inviarla a segnala@iphoneitalia.com con oggetto “RECENSIONE iPhone 4″.

Pubblicheremo le 5 recensioni che a nostro parere verranno realizzate meglio, a prescindere dal fatto che essere esprimano opinioni positive o negative riguardo il dispositivo. Siate imparziali, oggettivi, sappiate coglierne gli aspetti positivi ma siate critici al punto giusto se le circostanze lo richiedono.

L’invio delle recensioni può essere effettuato fino a martedì 31 agosto.



“Phantasy Star II”: La Recensione di iPhoneitalia di uno dei migliori RPG della storia

Da stanotte è possibile trovare su AppStore “Phantasy Star II”, un RPG della SEGA uscito nel lontano 1989 (la versione giapponese, quella americana fu rilasciata nel 1990). Un RPG storico, annoverato tra i migliori RPG della storia da critica e pubblico (EGM, Gamespot e Nintendo Power tanto per citarne alcuni).

è difficile dire quanto “Phantasy Star II” abbia influenzato la storia degli RPG, ma di sicuro va considerato uno dei precursori per quanto riguarda gli RPG incentrati sulla trama. è inoltre stato in assoluto uno degli RPG più difficili che io abbia mai giocato, tanto da spingere SEGA ad includere insieme al gioco una guida di 110 pagine.

Partiamo come di consueto parlando della grafica: sotto questo punto di vista gli unici ad essere contenti saranno i nostalgici (come me) e coloro che hanno giocato “Phantasy Star II” in versione originale. La grafica è infatti rimasta immutata, inoltre si tratta di un gioco con grafica da 16bit di prima generazione (quindi piuttosto simile ad un 8bit) dal momento che il Mega Drive fu lanciato sul mercato poco più di un anno prima dell’uscita di “Phantasy Star II”. Personalmente adoro il fatto che sia stata mantenuta la grafica originale, ma forse SEGA avrebbe fatto meglio ad includere anche “Phantasy Star Generation: 2″, ossia una versione con grafica totalmente ridisegnata e con qualche aggiunta alla trama, rilasciata per playstation 2 nel 2005. Ma SEGA ha già dimostrato di essere abbastanza pigra per quello che riguarda l’iPhone, rilasciando versioni dei propri splendidi giochi a volte neanche perfettamente ottimizzate per quanto riguarda i controlli.

Per quanto riguarda sonoro, vale lo stesso discorso della grafica: i nostalgici lo ameranno e si commuoveranno riascoltando gli indimenticabili MIDI di “Phantasy Star II”, gli altri probabilmente non apprezzeranno.

Nel complesso quindi un comparto tecnico che come valore storico e nostalgico meriterebbe 10, ma che ovviamente per quelli che sono gli standard attuali di mercato non può che risultare insufficiente per la maggior parte degli utenti. Ripeto, SEGA avrebbe fatto meglio ad includere anche “Phantasy Star Generation: 2″, al fine di evitare ai nostalgici come me, di dover leggere poi recensioni a una stella su AppStore tipo “MA KE E’ KUESTA KOSA?????? LA GRAFIKA FA SKIFOOOOOOOOOO!”, visto che ogni volta che leggo commenti del genere devo ricorrere all’autoipnosi per sedarmi.

Per quel che riguarda il gameplay, la situazione è nettamente migliore rispetto agli altri titoli SEGA presenti su AppStore: dal momento che il gameplay non è basato sulla frenesia e sulla precisione dei comandi (come nei vari “Sonic” e “Ecco The Dolphin”), non capita mai di essere insoddisfatti della reattività del virtual pad. L’interfaccia prevede per l’appunto il virtual pad, con croce direzionale in basso a sinistra, i tasti A B e C in basso a destra (con “A” esaminerete, con “B” annullerete un’azione, mentre “C” è svolge la funzione del tasto “invio” e serve per confermare una scelta o per richiamare il menù di gioco). In alto a destra dello schermo troveremo inoltre il tasto menù, che ci consentirà di accedere ad alcune opzioni, come ad esempio la possibilità di cambiare visuale: è infatti disponibile una modalità a tutto schermo con il virtual pad in sovraimpressione sul campo di gioco e una modalità con riquadro di gioco ridotto, che vede il virtual pad posizionato fuori dal campo di gioco. “Phantasy Star II” come la maggior parte degli RPG, alterna principalmente due fasi di gioco: esplorazione di villaggi, dungeon e mappa del mondo (in questo caso la croce direzionale servirà a muovere i vostri personaggi); combattimenti (e in questo caso la croce direzionale vi servirà per navigare nei menù).

I combattimenti sono a turni e casuali (piuttosto frequenti). Parlando di difficoltà di gioco, “Phantasy Star II” ridicolizza il 90% degli RPG attualmente presenti sul mercato, nonostante i suoi ventuno anni. Scordatevi di poter procedere senza intoppi nella vostra avventura: ogni “fase” di “Phantasy Star II” richiede preparazione prima di consentire ai nostri personaggi di potersi mettere in cammino con relativa tranquillità. Vi accorgerete di questo appena messo piede fuori dalla città iniziale, quando i primissimi mostri della mappa di gioco vi costringeranno a ritornare in città molto spesso per rifocillarvi e per salvare il gioco (i punti di salvataggio sono in città). Capirete prestissimo che vi servirà guadagnare qualche livello (e migliorare l’equipaggiamento) prima di potervi avventurare con relativa tranquillità nel primo dungeon. Questa caratteristica di sacrificio e allenamento, caratterizza “Phantasy Star II” dall’inizio alla fine.

Questo aspetto forse scoraggerà moltissimi giocatori, troppo abituati alla linearità che contraddistingue la maggior parte dei recenti RPG. Dimenticatevi anche indicazioni teleguidate sui luoghi da raggiungere et similia (o i sistemi di autotracking degli obiettivi di molti RPG recenti, in cui cliccando sul nome del posto in cui andare, il personaggio vi si dirige automaticamente), in “Phantasy Star II” dovrete esplorare ed avventurarvi in luoghi sconosciuti basandovi unicamente su poche indicazioni.

Queste caratteristiche rendono “Phantasy Star II” meraviglioso per gli amanti del genere, ma potenzialmente frustrante e indigesto per tutti coloro che non hanno mai comprato un RPG senza includere nell’acquisto anche la guida strategica ufficiale (e poi ovviamente vantarsi dopo una settimana di aver finito tale gioco scoprendo tutto… che impresa eh con la guida?). Come accennato a inizio recensione, data la difficoltà di gioco, la guida di “Phantasy Star II” era addirittura inclusa insieme al gioco da SEGA stessa, ma si trattava più di una guida integrativa di informazioni mancanti all’interno del gioco, differente dalle guide odierne, in cui si spiega passo passo, ogni cosa da fare dal primo minuto fino alla fine del gioco.

Per quello che riguarda la trama, “Phantasy Star II” per i tempi presentava una trama assolutamente sconvolgente ed emozionante. Ricca di colpi di scena e momenti emotivamente intensi, degni degli RPG storici che anni più tardi avrebbero fatto innamorare milioni di persone (ogni riferimento a “Final Fantasy VII”,               ” Xenogears”, ” Chrono Cross” e “Lunar: Silver Star Story” è puramente voluto). Sia chiaro che la storia di “Phantasy Star II” risulta tuttoggi molto bella, ma senza dubbio meno complessa e strutturata dei titoli citati poco fa (bisogna considerare che è comunque un gioco di ventuno anni fa): molti aspetti non vengono approfonditi ne spiegati, lasciati alla libera interpretazione del giocatore. L’importanza storica di “Phantasy Star II” è l’aver indirizzato un filone di RPG verso la realizzazione di prodotti dalle trame originali, emozionanti e mature. Bastano pochi minuti della presentazione (l’incubo di ROLF), per accorgersi di come il tema dell’impotenza di fronte a determinati eventi più grandi delle nostre possibilità, diventerà uno dei leitmotiv di tutto il gioco.

La malinconia e tragicità che avvolgono fin dalla sua comparsa, l’indimenticabile personaggio di Nei, sono soprendenti e commuoventi e inducono il giocatore a provare affetto e desiderio di protezione nei suoi confronti. Non voglio svelarvi nulla della trama, mi limiterò a dirvi che ci troveremo in un sistema solare chiamato Algol, composto da tre pianeti. In seguito agli eventi avvenuti nel primo “Phantasy Star” il clima, la fauna e la flora sono ora regolati da “Mother Brain” (una sorta di intelligenza artificiale) attraverso le torri climatrol e i laboratori bio-systems. La nostra avventura inizia quando verremo incaricati di investigare circa l’apparente malfunzionamento di “Mother Brain”. Da qui parte un’avventura epica, che presenta alcuni momenti davvero toccanti.

In termini di longevità “Phantasy Star II” si attesta su ottimi livelli, vista anche la difficoltà di gioco. Il gioco di per se presenta un’avventura piuttosto lunga (considerando l’anno in cui è uscito), resa ancora più duratura dalla necessità di allenare i propri personaggi di tanto in tanto per poter procedere agevolmente. In media sono necessarie una trentina di ore per portare a termine l’avventura principale.

(Immagine di un artwork di Nei, non presente nel gioco)

Concludendo un titolo dal valore storico inestimabile, che ogni vero amante di RPG dovrebbe possedere. Per quello che riguarda l’aspetto tecnico “Phantasy Star II” non regge ovviamente il confronto con giochi più recenti. Nel complesso considero “Phantasy Star II” un titolo assolutamente imprescindibile per tutti gli amanti di RPG basati principalmente sulla storia, anche perchè può esserne considerato uno dei principali precursori. Difficilmente invece potrà essere apprezzato da giocatori più giovani, che con ogni probabilità verrebbero (purtroppo) scoraggiati da una grafica datata e un gameplay troppo impegnativo per gli standard attuali. Nella speranza che SEGA decida di pubblicare su AppStore anche “Phantasy Star IV” (altro RPG fantastico) e magari Phantasy Star Online (è un sogno lo so, ma questo gioco tra Dreamcast e Gamecube mi ha deliziato per moltissime ore), non mi rimane che consigliare caldamente “Phantasy Star II” a tutti gli amanti veri del genere, e sconsigliarlo invece a coloro che pensano di non poter sopportare la grafica datata di questo capolavoro senza tempo.

Il gioco è in lingua inglese (in italiano sono solo i menù e la miniguida consultabile tramite le opzioni), l’acquisto è quindi ampiamente sconsigliato a tutti coloro che non conoscono tale lingua a livelli quantomeno discreti.



ANTENNA TEST iPhone 4 e navigazione in 3G: Con dito o senza? Con mano o senza? Nudo o con Bumper? Ecco tutti i risultati e i nostri commenti [iPhoneItalia Video TEST]

Dopo oltre 350 vostri commenti al nostro test di ieri, e dopo 24h di discussioni tra di voi, a cui ho partecipato ovviamente anch’io con piacere, eccovi, come promesso, un altro test, stavolta incentrato sulla navigazione in 3G su iPhone 4 in mano sinistra. Vediamo come è andata.

La location del test è la stessa di ieri, e cioè Hotel  Sxxxxxxxx di Genova, di fronte all’aeroporto, camera con doppi vetri isolanti, campo molto scarso ( 1 o 2 tacche) e Bumper inizialmente non “indossato”.

Come richiesto da molti di voi il test si è focalizzato esclusivamente sui potenziali problemi che può dare l’antenna esterna di iPhone 4 durante la navigazione in 3G tenendolo nella mano sinistra. Navigazione libera da “ostacoli” , navigazione con un dito premuto sull’antenna, navigazione con palmo della mano a stringere forte sul lato sinistro, e infine navigazione con Bumper indossato e stesse prove, con il dito e la mano.

Infine un lungo commento finale che vuole essere l’ultimo atto di questa infinita maratona di critiche, press conference, rumors, scoop, notizie false, proteste e delusioni manifestate; e tutto per questa benedetta antenna esterna che a quanto pare proprio non è andata giù a molti, soprattutto a quelli che non hanno ancora provato iPhone 4 e che quindi si affidano solo al Tam Tam mediatico e ai video scovati nella rete.

Ancora una volta personalmente, ribadisco la mia opinione, che ormai sapete tutti, e cioè che iPhone 4 ha un’ottima ricezione, del tutto superiore a quella del suo predecessore 3GS, ma con un problema nascosto che si manifesta soltanto in rarissimi casi quando lo impugniamo (di proposito) in modo inadeguato.

Ho letto dei commenti dove alcuni di voi dicono : ” Non esiste che devo spendere 700 euro per un telefono che presenta questi problemi, io il telefono lo tengo come voglio e deve prendere sempre”. Bene. Giusto, ognuno lo tiene come vuole un telefono. E allora se siete tra quelli che lo vogliono tenere in modo innaturale, stretto come una morsa, fareste meglio a non acquistarlo. Se invece, come il 99,9% della gente, tenete il telefono normalmente, come avete fatto finora, il problema antenna non si manifesterà praticamente mai.

Mi avete chiesto la prova del dito: fatta. Ma anche qui vi chiedo: voi siete soliti navigare su Safari stendendo il dito indice sul lato sinistro dell’iPhone? Non credo. Dunque se si riflette bene è un test poco utile, ma comunque indicativo per vedere l’entità del problema. Ma vediamo insieme questi 15 minuti di video, e seguiteli fino in fondo in modo da poter dire la vostra come sempre:

Che dire? Tenendo presente anche un fatto molto importante, e cioè che le reti americane sono diverse da quelle italiane, e che da noi la ricezione è più “pulita”, diciamo così, c’è da dire quindi che in Italia il problema antenna sarà ancor meno rilevante anche per questo. Come avete visto, per l’ennesima volta, il segnale cala solo quando ci mettiamo d’impegno nello stringere l’antenna, ma non quando lo stringiamo in modo del tutto confortevole e tradizionale. La prova dito si può dire ampiamente superata se consideriamo che al momento del test avevo solo una tacca di segnale e per buoni 40 secondi la navigazione non ha avuto problemi. Dopo i quali, per ovvi motivi, da una tacca si è scesi a zero per qualche secondo.

Questo mette in evidenza un aspetto, tra l’altro anche questo richiesto da molti di voi: in condizioni di segnale molto basso ( una sola tacca ), fare il giochino del dito o del palmo premuto fa perdere il segnale dopo un breve lasso di tempo ( come avete visto, sui 35-40 secondi ). Ma se questo non si fa non ci sono problemi. È chiaro quindi che in presenza di segnale pieno (4-5 tacche) il problema antenna è quasi assente anche se si adotta una presa inadatta. Dunque per concludere diciamo:

  • Problema antenna presente solo se si fa in modo di “attivarlo”
  • Problema ricezione assente se si usa il telefono nella vita di tutti i giorni senza pensarci, con una presa naturale, spontanea ed ergonomica
  • Ricezione complessiva di iPhone 4 del tutto superiore al predecessore ( testata in più città e in più location dove il 3Gs va in roaming Tim e iPhone 4 resta in 3G per ore)
  • Errore iniziale di Apple nel lanciare al mondo il messaggio che il problema non fosse hardware bensì software, poichè poco dopo si sono visti obbligati a rettificare e quindi a indire una conferenza stampa speciale per chiarire il tutto.
  • Scelta di Apple di regalare il Bumper dettata dal buon senso per dare quella sorta di “contentino” ai più scettici che non riescono a convincersi che il problema se non lo stimolano loro nemmeno esiste.
  • AntennaGate da considerarsi chiuso definitivamente in data odierna, con il buon consiglio di noi di iPhoneItalia di comprare un iPhone 4 solo se siete convinti di tutto ciò che abbiamo detto, e soprattutto se avete ferma intenzione di evitare di stritolare il bordo sinistro o di appiccicarci il dito indice.

iPhone 4, dopo un mese di utilizzo mi ha personalmente stupito, soddisfatto, appagato ed entusiasmato molto di più di quanto mi aspettassi. Avevo smesso di usare il mio iPhone 3Gs non appena preso l’iPad. Ora l’iPad è fermo sul comodino da giorni talmente è bello e nitido lo schermo di iPhone 4. È sempre così no? Se una cosa non ti soddisfa non ti entusiasma. Se usando il mio iPhone 4 mi fosse caduta la linea 10 volte al giorno allora non sarei qui a voler fare test su test con tutta la buona volontà che ho e la grande voglia di convincere chi non è convinto dell’assoluta validità di questo prodotto.

Quando sento utenti commentare con frasi del tipo ” Si si furbi voi. Vi fa comodo parlar bene di iPhone 4, così più gente lo compra e più utenti avrete..” mi fanno davvero sorridere perchè non tengono conto di una cosa: gli stessi utenti che secondo loro noi vogliamo convincere, hanno praticamente tutti già un iPhone. Dunque dov’è il guadagno di utenza che ne dovremmo ricavare noi se comunque questi stessi lettori continueranno a seguirci, come già fanno, anche senza acquistare iPhone 4?

Mi piacerebbe quindi che quest’ultimo test dedicato al “melodramma” Antenna si chiudesse con tanti bei commenti sensati, senza offese per nessuno e senza rancori inespressi che sfociano in sfoghi inutili e sterili. Un modo per esprimere il vostro giudizio con criterio, le vostre critiche con chiarezza e i vostri dubbi con umiltà ed educazione. Mi sono unito a questo blog qualche mese fa proprio perchè si è sempre differenziato da altri esattamente in questo. Ed ora apriamo il dibattito come facciamo sempre, lasciando la parola a voi.



ilMeteo Plus: la videorecensione

In estate è davvero importante conoscere le previsioni meteo, magari per programmare un week end al mare. Per questo oggi vi proponiamo la videorecensione di ilMeteo Plus.

ilMeteo Plus è disponibile su AppStore al prezzo di 0,79€.

Video realizzato da AppvideoReview



Notify Me 2: la videorecensione

Notify Me 2 è un’ottima applicazione per la gestione degli impegni su iPhone.

L’app è disponibile al prezzo di 4,99€.